#11 elsewhere

Come le piante, che ne tagli un pezzo, lo metti nell’acqua e aspetti.
Che ogni giorno ti assicuri che la luce sia sufficiente, che l’aria sia pulita, che non manchi l’acqua e che sia fresca e limpida.
Che se hai prestato la tua cura, se con costanza hai guardato in controluce, attraverso l’acqua, ecco che un giorno vedi dei piccoli fili bianchi nascere dal fusto, vedi le sottili radici che iniziano ad assaggiare la nuova acqua che si trovano intorno.
Che giorno dopo giorno, quelle radici si spingono sempre più oltre, ad esplorare il nuovo ambiente che permette loro la vita, la nuova.
Che la pianta è sempre quella, viene dallo stesso passato di quella da cui è stata tagliata e che lei resta lì, in quel posto di prima, a continuare la sua vita. O forse ad esaurirla.
Come le piante che prendono il colore dalla nuova luce, dalla nuova aria, dalla nuova cura.
Che imparano a conoscere, ad assaggiare, a trasformare, a prendere il nutrimento.
Che potrebbe anche non piacere. Che forse alla pianta Madre non sarebbe piaciuto.
Che la nuova pianta è un taglio. Nasce da un taglio.
Che la pianta Madre ha rinunciato a un pezzo di sé, a una parte di sé. Che ha accettato di essere tagliata per dare vita ad un’altra.
Come le piante, che un giorno quelle sottili radici bianche diventano forti e sicure e potrai coprirle di terra. Non più liquido trasparente ad avvolgerle, ma terra solida in cui spingersi, in cui crescere, in cui diventare stabili, da cui tendere verso la luce del cielo.
Come le piante.

Così io.

 


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