Pensare

Sia lode.

Avrei voluto raccontarvi di quella volta che ho comprato un gratta e vinci e ho vinto €500.000, ma invece ne ho vinti 5. Forse è stato perché non dovevo diventare ricca di denaro, ma di altro.

Avrei voluto raccontarvi di quella volta che, conclusa l’esperienza del dottorato, ho pensato che avrei intrapreso una brillante carriera accademica, ma invece ho detto “tanti saluti e grazie“. Forse è stato perché la mia strada aveva altre carriere.

Avrei voluto raccontarvi di quella volta che ho scoperto di essere incinta per la quarta volta, contro ogni aspettativa e programma, e che chissà, magari sarebbe stato il tempo di mettere al mondo una bambina, ma invece è andata diversamente. Forse è stato perché io non ero ancora pronta a diventare madre di una donna e prima dovevo imparare ad essere madre della donna che sono.

Avrei voluto raccontarvi di quella volta che, dopo tutto quel tempo, pensavo che sarebbe durato per sempre, ma invece capita che le cose abbiano un tempo finito. Forse è stato perché dovevo accorgermi della mia storia personale e di dove quella ricerca mi avrebbe portata. Forse è stato perché dovevo innamorarmi di nuovo.

Avrei voluto raccontarvi di quella volta che mi hanno chiamato per portare Banchetto alla televisione, ma invece dopo il provino nessuno si è più fatto sentire. Forse è stato perché il posto di Banchetto è la strada, in mezzo al mondo e alle persone vere.

Avrei voluto raccontarvi molte storie di me e di tutti i successi ottenuti, ma mentre vi scrivo mi sembra che sia più importante raccontarvi di tutte le volte in cui ho fallito, quelle in cui sono caduta, in cui ho pianto, in cui mi sono sentita tremendamente sola, in cui ho avuto paura. Tanta paura.
Paura di essere inadeguata, incapace, stupida, debole, sbagliata. La paura di fallire, che è sempre lì dietro l’angolo e che non vogliamo mai guardare negli occhi.

E quindi oggi vi invito a lodare il fallimento e la debolezza, ciò che ci rende perfettamente umani e insignificanti di fronte alla grandezza del Tutto che ci abbraccia. Grandi nella nostra forza di arrenderci alla vita, di deporre le armi, di mostrarci nudi allo specchio del cielo.

Voglio lodare la nostra capacità di contare tutte le nostre debolezze, una dopo l’altra, di amarle, di abbracciarle, di prenderle per mano per camminare insieme.
Voglio lodare il coraggio di fallire, giorno dopo giorno, per conquistare la leggerezza di vivere una sorridente vita imperfetta.

Voglio che sia lode perché i fallimenti aprono porte grandiose e indicano strade rivoluzionarie.

 


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