{"id":491,"date":"2016-05-10T17:15:55","date_gmt":"2016-05-10T17:15:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.littlebirdsontour.com\/?p=491"},"modified":"2016-08-27T09:58:19","modified_gmt":"2016-08-27T09:58:19","slug":"pranzo-le-stelle-littlebirdsontour-strilleat-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.littlebirdsontour.com\/index.php\/2016\/05\/10\/pranzo-le-stelle-littlebirdsontour-strilleat-it\/","title":{"rendered":"Il pranzo \u201csotto le stelle\u201d \u2013 LittleBirdsOnTour per Strilleat.it &#8211; 30 aprile 2016*"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.littlebirdsontour.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_8254.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-493 alignleft\" src=\"https:\/\/www.littlebirdsontour.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_8254-300x300.jpg\" alt=\"IMG_8254\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.littlebirdsontour.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_8254-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.littlebirdsontour.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_8254-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.littlebirdsontour.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_8254-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.littlebirdsontour.com\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/IMG_8254-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Stavo per partire, quando mi son sentita dire \u201cMa, Little Birds, con tutto questo sole come farai a vedere le stelle?\u201d, \u201cNon temere, Mr. Blues, se sono vere stelle le potr\u00f2 vedere brillare sempre!\u201d. Animata da questi pensieri intrisi di ricerca astronomica, qualche giorno fa, ho raggiunto la Tenuta delle Grazie, a Curinga, per partecipare a \u201cIl pranzo sotto le stelle\u201d la prima reunion degli Chef stellati calabresi. L\u2019evento \u00e8 stato organizzato da Vinocalabrese.it di Giovanni Gagliardi e pensato come particolarissima anteprima di Radici del Sud, \u00a0il salone dedicato ai vini e ai vitigni autoctoni meridionali, in programma a Bari dal 7 al 13 giugno.<\/p>\n<p>Per arrivare alla Tenuta, ho attraversato il territorio della DOP Lamezia, con gli ulivi che hanno fatto da cornice al mio viaggio, con Charles Trenet che cantava \u201c<em>Que reste-t-il de nos amours<\/em>\u201d, che anche se non hai amori finiti da ricordare, te li inventi per lasciarti prendere ugualmente dalla nostalgia, con i pensieri che circolavano liberamente in questo perfetto momento solitario-malinconico-meditativo, con il vento tra i capelli. Il posto \u00e8 davvero carino: un casale di campagna ristrutturato mantenendo la rusticit\u00e0 originaria, la ruota del vecchio frantoio azionata ad acqua e lasciata a vista, murature non intonacate, legno, acqua, prato. Direi la giusta atmosfera per una mattinata lenta di assaggi gustosi, di calici da riempire e di amici ritrovati, inaspettatamente ritrovati.<\/p>\n<p>Prima del pranzo si \u00e8 tenuto un momento di degustazione con alcune delle cantine calabresi che parteciperanno a Radici del Sud ed \u00e8 inutile precisare che mi sono seriamente impegnata per provare un goccio di ognuno e non far torto a nessuno. Dall&#8217;arancio del rosato di \u2018A Vita (Cir\u00f2), ai Cir\u00f2 integerrimi di Cataldo Calabretta (Cir\u00f2 Marina), alla piacevolissima scoperta di Abbaruna, un rosato da Aglianico, e degli altri vini delle donne de La Peschiera (San Lorenzo del Vallo), agli aromi noti e pi\u00f9 volte apprezzati di Casa Comerci (Badia di Nicotera), alle intense sensazioni regalate da Dur\u00ec, Cir\u00f2 rosso classico riserva di Scala Cantine e Vigneti (Cir\u00f2), a quel rosato di Tenuta del Conte (Cir\u00f2), cos\u00ec profumato e persistente come il ricordo di quegli amori inventati e finiti, fino alla certezza del calore dei vini di Tenuta Barone G.R.Macr\u00ec (Locri). Accanto alla cantine, una selezione di oli e di prodotti tipici calabresi: gli oli di Olearia San Giorgio dei fratelli Fazari (San Giorgio Morgeto), i salumi artigianali (\u2018nduja, mon amour) dell\u2019azienda Ioppolo (San Giorgio Morgeto), l\u2019olio, le marmellate e i sott\u2019oli di Mariangela Costantino dell\u2019Agriturismo Costantino (Maida) e i formaggi di capra dell\u2019azienda Santanna (Campora di San Giovanni). Soprattutto i formaggi. E soprattutto la signora Maria Procopio, che ha il sorriso aperto e potente e che \u00e8 tornata in Calabria insieme al marito, dopo aver vissuto 25 anni in Piemonte dove ha imparato a \u201cfare il formaggio\u201d. E ha imparato davvero bene. L\u2019azienda trasforma esclusivamente il latte prodotto dal proprio allevamento, che oggi conta 120 esemplari, con un controllo puntuale e costante della qualit\u00e0 del latte che permette di ottenere formaggi davvero gustosi e particolari: le formaggelle fresche e stagionate, il caprino stagionato, ottimo con un velo di miele di acacia, la mousse delicatissima di robiola. Tra un assaggio e un bicchiere, dalla cucina sono arrivati i finger food preparati dagli chef: l\u2019equilibrio classico della tartelletta al parmigiano con ricotta mantecata al limone e menta (Agostino Bilotta); la freschezza che non ti aspetti del baccal\u00e0 con pat\u00e8 di olive su vellutata di cetriolo e mela verde (Luca Abbruzzino); la burrosa opulenza del bon bon di gambero con cuore di burrata, zucca gialla e pangrattato all&#8217;acciuga (Riccardo Sculli); la semplicit\u00e0 essenziale delle acciughe ripiene con pecorino e pangrattato profumato (Caterina Ceraudo).<\/p>\n<p>Ci spostiamo all&#8217;interno della struttura per il pranzo che inizia dopo un breve saluto di Giovanni Gagliardi e di Nicola Campanile, per Radici del Sud. Con me, al tavolo, vignaioli, ristoratori, esperti gourmet ed amici ritrovati.<br \/>\nL\u2019apertura del pranzo \u00e8 affidata a Caterina Ceraudo (Ristorante Dattilo, Strongoli) con il \u201cCeviche di dentice, bergamotto, limo e cipolla\u201d: \u00e8 l\u2019interpretazione della classica ricetta dello ceviche sudamericano con l\u2019utilizzo di prodotti locali, come il bergamotto e la cipolla rossa, con quel piccante della marinatura che viene ripreso dal gusto netto della senape fresca che arricchisce l\u2019effetto complessivo e che sveglia il palato dal torpore, come un pizzicotto sulla guancia. Si prosegue con il \u201cGambero, mandorla, ciliegia e pepe rosa\u201d di Luca Abbruzzino (Ristorante Alta Cucina Locale, Catanzaro): tre\u00a0 bocconi divini, da assaporare lentamente cos\u00ec che la dolcezza del gambero si possa fondere con la carnosit\u00e0 della ciliegia e spezzarsi nella mandorla croccante. Il secondo antipasto, la \u201cRicciola in frisella di pomodoro e colatura di acciughe\u201d, con un sfoglia di \u2018nduja, di Riccardo Sculli (Ristorante Gambero Rosso, Marina di Gioiosa Ionica) conquista nei suoi sapori cos\u00ec decisamente mediterranei, cos\u00ec familiari, cos\u00ec sinceri. Il gusto non nasce da alcuna alchimia, ma \u00e8 semplicemente guidato dall&#8217;esaltazione delle materie prime. Per finire, il \u201cDuetto di triglie farcite con verdura e formaggio vaccino \u201cIl Moro\u201d e vellutata di arance e zenzero\u201d di Agostino Bilotta (Ristorante L\u2019approdo, Vibo Marina): piatto ricco di ingredienti che ha confermato all\u2019assaggio la sensazione di ricchezza del gusto, un tocco maggiore di zenzero e di arancia avrebbe regalato una scintilla in pi\u00f9.<br \/>\nIn abbinamento alle prime portate sono stati serviti: Dov\u00ec Metodo classico ros\u00e8 2013 di Tenute Ferrocinto,\u00a0 Grisara, IGP Val di Neto bianco 2015 di Ceraudo, Cir\u00f2 DOC bianco 2015 di Tenuta del Conte, Jentilino, DOP Terre di Cosenza bianco 2015 di La Peschiera.<\/p>\n<p>Riccardo Sculli ha poi proposto \u201cMezze maniche, spigola e le sue uova\u201d: un particolarissimo e riuscito accostamento di pasta e pesce crudo, di sensazioni calde e fredde, di sapori dolci, con il sugo di\u00a0 pomodori datterini, e decisamente sapidi, con le uova di spigola. Agostino Bilotta ha preparato \u201cSaccottini ripieni di calamari in salsa di scalogno al limone, pomodorini confit e quenelle di ricotta di pecora al profumo di timo e maggiorana\u201d: ancora tanti ingredienti a comporre il piatto con i quali giocare, ora singolarmente ora mixandoli, per sperimentare diversi assaggi e lasciarsi conquistare da uno o dall\u2019altro. In abbinamento ai primi sono stati proposti: Cir\u00f2 DOC rosato 2015 di Scala Cantine e Vigneti, Granatu, IGP Calabria rosato 2013 di Casa Comerci.<\/p>\n<p>Per secondo, il \u201cFiletto di maiale con caramello di cipolle\u201d di Cristina Ceraudo: servito semplicemente e spartanamente, con una pennellata verde di crema di legumi freschi, cottura perfetta della carne ma con una sapidit\u00e0 troppo accentuata. In abbinamento Terre di Gerace, IGP Calabria rosso 2015 di Tenuta Barone G.R.Macr\u00ec e Cir\u00f2 DOC Classico Superiore rosso 2013 di Cataldo Calabretta.<\/p>\n<p>La conclusione del pranzo, prima della piccola pasticceria, \u00e8 stata affidata a Luca Abbruzzino con il \u201cLatte, camomilla e nespole\u201d: una quenelle di mousse fresca di latte accompagnata dai filetti di frutta e da una vellutata alla camomilla dall\u2019effetto calmante, forse troppo.<\/p>\n<p>Alla fine del pranzo, i quattro chef guadagnano la scena per i saluti finali e per un bell\u2019applauso, di gusto. Ci sarebbe piaciuto poter ascoltare le loro impressioni, i loro racconti sulla giornata e sui piatti preparati, ma, alla fine, ognuno usa il linguaggio che conosce meglio per esprimersi e la cucina \u00e8 uno di questi.<br \/>\nAl mio rientro, Mr. Blues mi ha chiesto se ero riuscita a vedere le stelle \u201cSi, certo. Anche se qualcuna ha brillato pi\u00f9 delle altre\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PS: grazie a Giuseppe Figliomeni, perch\u00e9 ha avuto la pazienza di esaudire ogni mio desiderio e perch\u00e9 \u00e8 anche merito suo se brilla una stella al ristorante Gambero Rosso.<\/p>\n<p>*Pubblicato su strilleat.it il 4 maggio 2016<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stavo per partire, quando mi son sentita dire \u201cMa, Little Birds, con tutto questo sole come farai a vedere le stelle?\u201d, \u201cNon temere, Mr. Blues, se sono vere stelle le potr\u00f2 vedere brillare sempre!\u201d. Animata da questi pensieri intrisi di ricerca astronomica, qualche giorno fa, ho raggiunto la Tenuta delle Grazie, a Curinga, per partecipare a \u201cIl pranzo sotto le stelle\u201d la prima reunion degli Chef stellati calabresi. L\u2019evento \u00e8 stato organizzato da Vinocalabrese.it di Giovanni Gagliardi e pensato come particolarissima anteprima di Radici del Sud, \u00a0il salone dedicato ai vini e ai vitigni autoctoni meridionali, in programma a Bari dal 7 al 13 giugno. Per arrivare alla Tenuta, ho attraversato il territorio della DOP Lamezia, con gli ulivi che hanno fatto da cornice al mio viaggio, con Charles Trenet che cantava \u201cQue reste-t-il de nos amours\u201d, che anche se non hai amori finiti da ricordare, te li inventi per lasciarti prendere ugualmente dalla nostalgia, con i pensieri che circolavano liberamente in questo perfetto momento solitario-malinconico-meditativo, con il vento tra i capelli. Il posto \u00e8 davvero carino: un casale di campagna ristrutturato mantenendo la rusticit\u00e0 originaria, la ruota del vecchio frantoio azionata ad acqua e lasciata a vista, murature non intonacate, legno, acqua, prato. Direi la giusta atmosfera per una mattinata lenta di assaggi gustosi, di calici da riempire e di amici ritrovati, inaspettatamente ritrovati. Prima del pranzo si \u00e8 tenuto un momento di degustazione con alcune delle cantine calabresi che parteciperanno a Radici del Sud ed \u00e8 inutile precisare che mi sono seriamente impegnata per provare un goccio di ognuno e non far torto a nessuno. 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Accanto alla cantine, una selezione di oli e di prodotti tipici calabresi: gli oli di Olearia San Giorgio dei fratelli Fazari (San Giorgio Morgeto), i salumi artigianali (\u2018nduja, mon amour) dell\u2019azienda Ioppolo (San Giorgio Morgeto), l\u2019olio, le marmellate e i sott\u2019oli di Mariangela Costantino dell\u2019Agriturismo Costantino (Maida) e i formaggi di capra dell\u2019azienda Santanna (Campora di San Giovanni). Soprattutto i formaggi. E soprattutto la signora Maria Procopio, che ha il sorriso aperto e potente e che \u00e8 tornata in Calabria insieme al marito, dopo aver vissuto 25 anni in Piemonte dove ha imparato a \u201cfare il formaggio\u201d. E ha imparato davvero bene. L\u2019azienda trasforma esclusivamente il latte prodotto dal proprio allevamento, che oggi conta 120 esemplari, con un controllo puntuale e costante della qualit\u00e0 del latte che permette di ottenere formaggi davvero gustosi e particolari: le formaggelle fresche e stagionate, il caprino stagionato, ottimo con un velo di miele di acacia, la mousse delicatissima di robiola. Tra un assaggio e un bicchiere, dalla cucina sono arrivati i finger food preparati dagli chef: l\u2019equilibrio classico della tartelletta al parmigiano con ricotta mantecata al limone e menta (Agostino Bilotta); la freschezza che non ti aspetti del baccal\u00e0 con pat\u00e8 di olive su vellutata di cetriolo e mela verde (Luca Abbruzzino); la burrosa opulenza del bon bon di gambero con cuore di burrata, zucca gialla e pangrattato all&#8217;acciuga (Riccardo Sculli); la semplicit\u00e0 essenziale delle acciughe ripiene con pecorino e pangrattato profumato (Caterina Ceraudo). 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Agostino Bilotta ha preparato \u201cSaccottini ripieni di calamari in salsa di scalogno al limone, pomodorini confit e quenelle di ricotta di pecora al profumo di timo e maggiorana\u201d: ancora tanti ingredienti a comporre il piatto con i quali giocare, ora singolarmente ora mixandoli, per sperimentare diversi assaggi e lasciarsi conquistare da uno o dall\u2019altro. In abbinamento ai primi sono stati proposti: Cir\u00f2 DOC rosato 2015 di Scala Cantine e Vigneti, Granatu, IGP Calabria rosato 2013 di Casa Comerci. Per secondo, il \u201cFiletto di maiale con caramello di cipolle\u201d di Cristina Ceraudo: servito semplicemente e spartanamente, con una pennellata verde di crema di legumi freschi, cottura perfetta della carne ma con una sapidit\u00e0 troppo accentuata. In abbinamento Terre di Gerace, IGP Calabria rosso 2015 di Tenuta Barone G.R.Macr\u00ec e Cir\u00f2 DOC Classico Superiore rosso 2013 di Cataldo Calabretta. La conclusione del pranzo, prima della piccola pasticceria, \u00e8 stata affidata a Luca Abbruzzino con il \u201cLatte, camomilla e nespole\u201d: una quenelle di mousse fresca di latte accompagnata dai filetti di frutta e da una vellutata alla camomilla dall\u2019effetto calmante, forse troppo. Alla fine del pranzo, i quattro chef guadagnano la scena per i saluti finali e per un bell\u2019applauso, di gusto. Ci sarebbe piaciuto poter ascoltare le loro impressioni, i loro racconti sulla giornata e sui piatti preparati, ma, alla fine, ognuno usa il linguaggio che conosce meglio per esprimersi e la cucina \u00e8 uno di questi. Al mio rientro, Mr. Blues mi ha chiesto se ero riuscita a vedere le stelle \u201cSi, certo. 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