2 commenti

  1. Ida

    Da tantissimi anni vivo lontana dalla Calabria e da Casignana, ma tutte le volte che posso, torno e, passaggio obbligato, è l’escursione alla Villa Romana. E’ davvero emozionante visitare il sito e le sue bellezze, l’enorme struttura, la sua architettura, il frigidarium, il calidarium e la sapiente arte idraulica, i mosaici, quel che resta di una grande civiltà così presente nel passato del territorio.
    Appena metto piede sulla terra che ospita il sito, un brivido mi attraversa la schiena e, come per magia, mi sembra di attraversare il tempo a ritroso e ritrovarmi nella Roma del IV secolo, confusa tra uomini e donne e lo svolazzare rumoroso del lino delle loro tuniche: pochi brevissimi attimi … d’eternità … e poi … un brusco ritorno al presente…

    Seguo con attenzione il percorso della guida che spiega con dovizia di particolari ai turisti increduli la mappa della Villa, tra flash e scatti ingordi che vogliono fissare e portarsi a casa la bellezza del luogo e le emozioni ad essa legate. Neanche io mi sottraggo e cerco di rubare le angolazioni e le prospettive che più catturano la mia attenzione.
    Tanta gente, tanti accenti, tanti pensieri, tanti avidi sguardi. Riconosco qualcuno, più d’uno, l’accento comasco della Celtic Harp Orchestra di Fabius Constable: non posso crederci, avrebbero suonato lì quella sera e stavano organizzando la serata: l’arte nell’arte, un vero colpo di fortuna. Pregustavo l’emozione, ma non sapevo che le condizioni del tempo imprevedibilmente mutate, mi avrebbero negato la gioia di quel godimento.
    Mi sento orgogliosa delle mie origini casignanesi, il mio paese ha la fortuna di noverare nel suo territorio tanta bellezza, ricchezza e storia. Peccato però che non si sappia, possa, voglia sfruttare e capitalizzare a dovere tale enorme ricchezza. La solita italiana incapacità, superficialità, irresponsabilità nei confronti della valorizzazione e della tutela dei beni culturali e ambientali, dimenticavo. E penso ad altri Paesi, come la Gran Bretagna o la Francia, tanto per non andare lontano, dove dovremmo andare a lezione per realizzare quale sia la portata dei nostri tesori.
    Certo tanto è stato fatto, ma tanto resta ancora da fare.
    Con l’auspicio che sagge amministrazioni locali e nazionali possano investire quanto serve nel recupero di un bene così grande e bello che la storia ci ha regalato, mi congedo dal sito portando nel cuore il calore, non solo fisico, che la visita mi ha regalato.

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